Costi della carta di credito revolving

Le carte di credito revolving sono degli utilissimi strumenti transazionali che consentono al titolare di poter effettuare una serie di operazioni di natura commerciale (acquisto nei negozi) o di liquidità (prelevamento di denaro contante), restituendo l’importo fruito in comode rate, dall’importo e dalla periodicità personalizzabile a seconda di quanto desiderato dal cliente, e inserito all’interno delle condizioni contrattuali.

Ma quali sono i costi della carta di credito revolving? E quali sono le condizioni che è bene osservare con maggiore attenzione al fine di non incorrere in sgradite sorprese durante la fase di restituzione dell’importo utilizzato?

Le carte di CreditoCominciamo con il ricordare che le carte di credito revolving sono degli strumenti transazionali dal costo iniziale nullo, o quasi. Al fine di incentivare il ricorso a tali servizi, infatti, gli istituti di credito generalmente azzerano il canone periodico, rendendo quindi la carta di credito revolving uno strumento di norma gratuito (soprattutto il primo anno, mentre dal secondo anno in poi potrebbe essere percepito un costo generalmente limitato, pari a poche decine di euro l’anno).

Fin qui, la voce più “positiva” delle carte di credito revolving. Il guaio inizia quando la carta di credito revolving viene utilizzata senza un pizzico di coscienza e di attenzione: è a questo punto che iniziano a fioccare delle commissioni delle quali non si era a conoscenza. Niente di drammatico, per carità: è tuttavia necessario avere una piena consapevolezza dell’impatto economico di tale strumento finanziario al fine di non incappare in spiacevoli situazioni.

Innanzitutto, se è pur vero che la carta di credito revolving non ha costi iniziali o ricorrenti (almeno, è quasi sempre così) lo stesso non si può dire per quanto concerne le singole operazioni. Ogni operazione è infatti soggetta a una specifica commissione: si va dalle operazioni gratuite (quelle di acquisto nei negozi convenzionati attraverso il Pos) a quelle più onerose (gli anticipi di denaro contante presso gli sportelli automatici di altre banche, o all’estero), passando per insospettabili rifornimenti di carburante, e così via. Meglio dunque ritagliarsi qualche minuto e leggere con attenzione le condizioni del contratto: individuate quali sono le operazioni gratuite e che potete fare con tranquillità, e quali invece sono a pagamento e necessitano di un migliore approccio.

Giungiamo poi alla voce di costo più sostanziosa, derivante dall’applicazione di un tasso di interesse. La carta di credito revolving ha generalmente a che fare con un tasso di interesse che è maggiore rispetto a quello di altre forme di finanziamento (come l’apertura di credito in conto corrente o un prestito personale): la ragione risiede nella maggiore elasticità rimessa in capo al ciente, che potrebbe anche decidere di non utilizzare l’intero importo, o parte di esso.

Date quindi un’occhiata al tasso di interesse della carta e, se vi sembra troppo elevato rispetto a quanto viene applicato dai concorrenti, chiedete alla banca o alla finanziaria emittente di procedere a un ritaglio al ribasso. Anche in questo caso, la “cura migliore” per qualsiasi tipo di spiacevole sorpresa, consiste nella consultazione attenta dei fogli di trasparenza e delle condizioni contrattuali.

Si ringrazia: www.cartedicreditorevolving.com

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*