Il TAR accoglie il ricorso delle coppie gay trascritte nel comune di Roma

Il TAR del Lazio: il tribunale civile può annullare la trascrizione dei matrimoni gay all’estero, non il Prefetto

Il 18 Ottobre scorso 16 coppie gay che avevano celebrato le nozze in altri Paesi, erano state trascritte nel registro delle Unioni Civili del comune di Roma durante una cerimonia voluta da Sindaco Ignazio Marino.

Il TARLa faccenda aveva indignato il Ministro dell’Interno Angelino Alfano che aveva invitato tutti i prefetti che stavano attuando le trascrizioni ad annullarle e così il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro tramite un’ordinanze aveva annullato gli atti.

Alcune coppie non si sono arrese a questa ordinanza e volendo veder riconosciuta la loro unione (anche se sancita in un altro Paese) hanno fatto ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale che il 9 Marzo ha dato loro ragione.

Il TAR della regione Lazio ha infatti sancito che il Prefetto non ha l’autorità di annullare le trascrizioni ma può farlo solo il tribunale civile anche se gli stessi Giudici che hanno emesso questa sentenza hanno precisato che in Italia i matrimoni gay non sono legali e quindi non si possono trascrivere, ma che per ora quelli già passati attraverso questa procedura rimangono validi.

Una piccola vittoria per una comunità che lotta ancora per veder riconosciuti i propri diritti e per superare pregiudizi e discriminazioni.

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