Stadi europei: tra il “vecchio” e l’era tecnologica

Lo Stadio Olimpico nel panorama degli stadi europeiSe qualcuno avesse il desiderio di visitare tutti gli stadi presenti sul territorio europeo ci impiegherebbe anni. Da quelli che vanno dal più capiente, il Camp Nou di Barcellona, con 99.354 posti, a quelli che possono ospitare 30.000 persone, l’elenco conta circa 180 impianti. Alle strutture datate e con una storia importante alle spalle, veri e proprio templi del calcio come il Meazza, Wembley, l’Old Trafford solo per ricordarne alcuni, si affiancano strutture di più recente costruzione e votate all’innovazione e all’avanguardia tecnologica.

Di solito la nascita di un nuovo stadio è legata all’organizzazione di tornei nazionali e internazionali, dettata sia da una carenza di strutture adatte, sia da lungimiranza. Per citare un esempio, basti pensare alla Germania: il Mondiale del 2006 ha dato alla nazione tedesca stadi nuovi e ben attrezzati, moderni e tecnologici, come la Nordbank Arena, stadio dell’Amburgo, dotato di un sistema di riscaldamento del campo sotterraneo, o all’Allianz Arena di Monaco di Baviera, in cui si può illuminare a piacere l’esterno. L’enorme investimento sugli stadi, accompagnato da una innovativa politica sportiva, hanno reso la Bundesliga uno dei campionati più interessanti e attrattivi al mondo, con le sue squadre maggiori sempre ai primi posti tra le favorite dei siti di scommesse specializzati per quanto riguarda le più importanti competizioni europee. La finale di Champions League di due anni fa tra Bayern Monaco e Borussia Dortmund ne è una prova lampante.

Svizzera e Austria sono altre “fucine” di nuovi impianti riqualificati: per Euro 2008 il St.Jakob-Park, lo stadio nel quale disputa le sue partite interne l’ FC Basilea, è stato il primo stadio polifunzionale della Svizzera e tra i primi in Europa. Nato dalle ceneri del vecchio Joggeli, ha visto completare i lavori nel 2001 e, da allora, ha ospitato le gare più importanti che si tengono in Svizzera. La costruzione/ristrutturazione dello stadio è stata articolata in due fasi: la prima, conclusasi il 15 marzo del 2001, ha portato la capienza dell’impianto a 33.433 spettatori con annessa inaugurazione del centro commerciale che sviluppa 16.500 metri quadrati di negozi, bar e ristoranti su tre piani. Quello di Basilea è stato tra i primi stadi in Europa ad accostare il calcio a strutture commerciali, per poter sfruttare l’impianto anche durante la settimana e riportare così le famiglie dentro ad uno stadio. La seconda fase dei lavori è stata completata solo negli ultimi mesi e ha portato la capienza dell’impianto agli attuali 42.500 posti. Le infrastrutture sono modernissime, con parcheggi sotterranei e vie di afflusso e deflusso da e verso lo stadio tra le più ampie in Europa.

Passiamo a Euro 2012, e ai nuovi impianti nati in Ucraina e Polonia: l’Arena Lvin a Leopoli, inaugurata nel 2011 con una cerimonia d’apertura svolta in grande stile; il National Stadium di Varsavia, inaugurato sempre nel 2011, ha una struttura particolarissima perché presenta una sorta di ago sospeso in aria tenuto da cavi posti al centro del campo; il Pge Arena, a Danzica, regala grande impatto visivo visto che è ricoperto da 18.000 lastre in policarbonato in sei tonalità diverse d’ambra; il Donbass di Donetsk, costruito all’interno del parco “Lenin Komsomol”. I lavori non si fermano e la nascita di nuove strutture regalerà all’Europa altri impianti tra il 2015 e il 2016. Dodici sono quelli in cantiere: il Nou Mestalla di Valencia (75.000 posti), un progetto che rientra nel piano di rifondazione del club spagnolo portato avanti dal nuovo proprietario, il magnate di Singapore Peter Lim; il New Zenit di San Pietroburgo (60.000); il Marfin di Atene (46.000); il Trabzon Stadium in Turchia (42.000); lo Spartak di Mosca (42.000); il Debrecen Stadiom in Ungheria (35.000). Poi il New Antalya sempre in Turchia, il Sammy Ofer in Israele, l’Astana in Kazakistan, il New Varva e la  Černomorec Arena in Bulgaria e lo stadio del CSKA Mosca, questi ultimi tutti da 30.000 posti.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*