Violenza sulle donne, la campagna shock che fa discutere

La Pubblicità shock sulla violenza sulle donneDoveva essere una campagna contro la violenza sulle donne, uno dei temi più dibattuti degli ultimi mesi, ma nel giro di neanche 48 ore è diventata “la campagna shock del giorno”, che ha fatto molto discutere soprattutto per la situazione di degrado e di ignoranza in cui ancora versano moltissime persone.

Stiamo parlando dell’ultima campagna di Pubblicità Progresso contro la violenza sulle donne, intitolata “Punto su di te“, realizzata con dei manifesti affissi in alcune città italiane, i quali raffigurano una donna e un fumetto, con una frase da continuare, come “Vorrei che mio marito…”, oppure “Dopo gli studi mi piacerebbe…”, o ancora “Quando cammino per strada mi piacerebbe…”. Lo scopo della campagna era – ed è ancora – quello di sensibilizzare i cittadini circa un tema ancora troppo ostico, sul quale vigono ignoranza e discriminazione: non è un caso che nella maggior parte dei casi, i fumetti siano stati continuati dagli stessi passanti con frasi offensive e discriminatorie come “Vorrei che mio marito… menasse più forte”  oppure “Dopo gli studi mi piacerebbe… farmi mantenere.”

Queste sono solo alcune delle offensive frasi comparse sui fumetti entro 48 ore dall’affissione dei manifesti: alcune, infatti, andavano oltre il limite dell’offesa, diventando volgari e davvero ignobili. Ma la campagna non si sente sconfitta: secondo Alberto Contri, presidente di Pubblicità Progresso, l’obiettivo della campagna, ovvero quello di esprimere attraverso la provocazione un problema spesso ignorato e nascosto, è stato raggiunto.

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